Mi hai consumato solo guardandomi,
come si consumano gli aranci e gli uliveti.
Foglia risorta,
anima invecchiata
in questo lago di tempo
dove gigli ed eternità
affogano allo stesso istante.
Ora fiore ora gialla foglia
Che risale la neve
mi hai offerto alla vita,
con la ricchezza del vino
hai lavato le mie ossa,
con l’audacia della neve
hai imparato a distendere il mio amore
come un unico corpo.
Quanti occhi fermarsi sulla lingua
E accecarsi delle parole strette in viso,
del mio essere donna, forma,
più grande, musica
e manciata di foglie nel deserto?
Guardarmi come i ciliegi,
Arrossire l’amore
Come le pesche battute sui muri.
Guardarmi
e avere pudore,
dio delle pesche, degli alberi,
dei grandi confini immiseriti
dalle dolci striature di neve
dove a volte sento l’amore.
E’ come un’eco
Riprendersi La primavera
agitata e molle
sulle rovine di un cedro.
Posso riempire Le cascate
delle mie caviglie,
come un’edera selvaggia.
Svegliarmi con un grido commosso e disperato
come le urne si rovesciano sui tavoli,
dure pietre di duro amore,
duro sangue
e memoria di navi
che naufragano lontano,
per apparenza di morte.
Mi hai consumato
con uno schiocco d’ombra,
parlarsi e avere pudore,
sentirsi scendere l’esistenza
dalla fronte alle ossa,
ora foglia su una nave azzurra
che plasma occhi e confini,
e bocche di ciliegi.
Ora fiore ora gialla foglia,
sono donna,
acquario del tempo
che visse in un istante.
Vuoi guardarmi?
Greta Cipriani

Meno bella del solito, ma forse più felice e la bellezza la volgi altrove, mi sta bene così.
Ormai qua non esisti più, o quasi. Mi lasci un indirizzo email, se vuoi, ti chiedo un favore. ?
ehi…perdonami….rinascerà…ora ho poco tempo
mi farà piacere risentirti
gretacipriani@libero.it
saluti da amicopoeta